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Unione Valdera

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DUE “UNIONI MODELLO” A ROMA PER STIMOLARE UNA RIFORMA SULLA GOVERNANCE TERRITORIALE

DUE “UNIONI MODELLO” A ROMA PER STIMOLARE UNA RIFORMA SULLA GOVERNANCE TERRITORIALE

Un convegno davvero ben riuscito quello che si è svolto lo scorso Martedì 18 Febbraio nell’Aula dei Gruppi Parlamentari presso la Camera dei Deputati a Roma.

L’appuntamento, organizzato dall’Unione Valdera in collaborazione con l’Unione Romagna Faentina, ha visto la partecipazione di diversi parlamentari e di molti relatori che hanno saputo offrire spunti di riflessione interessanti alla tavola rotonda che si svolta nel pomeriggio.

L’iniziativa ha focalizzato la sua attenzione sulle Unioni di Comuni, sulla riorganizzazione delle forme di governance territoriali e sui possibili sviluppi di una legge quadro nazionale che possa ridisegnare l’assetto istituzionale.

Un incontro che ha avuto quindi il merito di riportare sui banchi di un’aula parlamentare una questione di fondamentale importanza per gli enti comunali e sovracomunali che aspettano, dopo il referendum costituzionale del dicembre 2016, indicazioni precise per sapere come muoversi. E in effetti, al termine dei lavori, una direzione è stata tracciata.

E’ apparso evidente che per preservare l’identità dei comuni e al tempo stesso offrire servizi innovativi ai cittadini è impossibile prescindere da modelli che permettano di associare funzioni, in modo che sia gli enti locali più piccoli, sia i grandi centri urbani possano, condividendo capacità e professionalità, arrivare a raggiungere elevati standard qualitativi in grado di rispondere alle esigenze di ogni comunità.

Ecco allora l’utilità di analizzare due esperienze riuscite, due modelli virtuosi come l’Unione Valdera e l’Unione Romagna Faentina. Sono stati i rispettivi presidenti, Arianna Cecchini e Giovanni Malpezzi a parlare ed esaminare i vantaggi che questa scelta di scelta di condividere idee e risorse, ha portato ai singoli territori.

Grazie all’intervento di Matteo Ricci, vice presidente di ANCI e Sindaco di Pesaro, si è chiarita anche la posizione dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani che vorrebbe istituzionalizzare e incoraggiare, fino a rendere irrinunciabile per i comuni la decisione di dar vita a Unioni.

Strumento di cui hanno delineato i benefici anche l’Assessore della Regione Toscana, Vittorio Bugli e il Presidente di UPI (Unione Province Italiane) della Toscana, Luca Menesini, pur rivendicando l’importanza di enti sovracomunali come Regione e Province per aspetti che necessariamente competono a enti sopvracomunali, basti pensare a temi come la sanità, le scuole secondarie, le principali arterie viarie.

E’ stato poi Enrico Borghi, deputato del Partito Democratico, a prospettare una possibile riforma organica dei diversi enti di governo territoriale verso la quale necessariamente anche l’esecutivo dovrà tendere. Sottolineando che non si tratta di una battaglia che riguarda una sola forza politica ma tutto l’arco parlamentare. La sua disanima è stata attenta e puntuale ed ha abbracciato ogni livello di potere dal più piccolo comune montano al Governo centrale.

Dati, ulteriori spunti di riflessione e suggestioni sono state offerte anche dal Prof. Luca del Bene, docente di Economia presso l’Università Politecnica delle Marche, il quale ha chiarito che l’efficacia di un ente si misura non solo attraverso l’ottimizzazione delle risorse ma anche rilevando la qualità dei servizi offerti, da Giovanni Forte, Dirigente della Regione Toscana e ex Direttore generale dell’Unione Valdera che ha sottolineato le potenzialità e le criticità delle Unioni e da Francesco Tufarelli, dirigente dell’Ufficio per l’attività delle autonomie locali.

La tavola rotonda pomeridiana, quella che ha offerto contributi importanti alla discussione è stata abilmente diretta da Laura Sala, mentre a Lucia Ciampi, deputata del Partito Democratico e ex Presidente dell’Unione Valdera è spettato l’onore di aprire e chiudere il convegno ringraziando tutti i presenti, tra cui i Sindaci e gli amministratori dei comuni dell’Unione Valdera e di quelli dell’Unione Romagna Faentina e traendo le conclusioni di una giornata di lavori intensa in cui si è compreso che è necessario affrontare l’aspetto della riorganizzazione delle forme di governo territoriale ripartendo proprio da esperienze come quelle delle Unioni, molto attive con ottimi risultati in Toscana ed Emilia Romagna e da estendere in tutta Italia.